STORIA DELLA GUERRA
DELLA INDEPENDENZA
DEGLI
STATI UNITI DI AMERICA
SCRITTA DA
CARLO BOTTA
VOLUME PRIMO
MILANO
PER ANTONIO FONTANA
M.DCCC.XXVII
AVVERTIMENTO DELL'AUTORE
L'autore della presente Opera crede opportuna cosa l'avvertire, ch'egli ha usata in ella tre sorte di voci e locuzioni. Le prime sono quelle, che si trovano notate nel Vocabolario della Crusca; e queste intende di avere usate nei significati stessi, dei quali si leggono gli esempj in esso Vocabolario, e non altrimenti. Le seconde sono quelle, le quali, quantunque omesse dai compilatori del medesimo, sono per altro usate dagli autori di quei tempi, e da quegli stessi, dai quali sono gli esempj ricavati; per cagion d'esempio la voce timoneggiare usata dal Machiavelli in significato di governare gli affari dello Stato; finanza in vece di dire le rendite di uno Stato, voce usata dal Guicciardini; le lari per dire la sommità dei colli, donde si spartono le acque, voce usata dal Varchi, e simili. Le terze finalmente sono quelle, che non si leggono nè nel Vocabolario, nè negli autori, i quali gli servirono di testo; ma che sono dall'uso volgare d'oggidì autorizzate, come per esempio, proclama, ministeriale, e simili. Egli è però mestiero l'osservare, che questa facoltà ha usato l'autore assai parcamente, essendo egli alienissimo dalla moderna corruzione della toscana favella, la quale, come se fosse vecchia o difforme diventata, molti pur troppo, trasandati i proprj suoi, vestono di panni forestieri. E se alcuno gli darà biasimo dello aver adoperato qualche voce, o locuzione barbare, il che potrà forse essere addivenuto malgrado l'estrema diligenza di lui a volerle schivare, ciò riceverà egli in buon grado; ma non parimente, se qualcuno gli desse carico di essersi servito di vocaboli, o di frasi toscane lontane dall'uso volgare d'oggidì; imperciocchè ei porta opinione, che siccome, quando si vuole scrivere accuratamente ed elegantemente la latina lingua, e' bisogna, senza ristarsi alle cronache dei monaci del decimoterzo secolo, salire sino all'età d'Augusto; e medesimamente, quando si ha in animo di scrivere nel modo stesso la francese, non agli autori, che scrissero a' tempi della rivoluzione, ma sibbene agli anteriori, e massimamente a quei del secolo di Luigi decimoquarto bisogna ricorso avere, così la lingua pura e schietta d'Italia fa d'uopo cercare negli scrittori del secolo di Dante e di Boccaccio, ed in quei principalmente del secolo di Leone decimo e di Clemente settimo; i quali ultimi scrittori quella lingua medesima e molto crebbero, e maravigliosamente ripulirono. Sono le lingue come le piante, alle quali è dato un sol tempo per portar il fiore. Prima esso è rinchiuso dentro una rozza buccia; dopo è appassito e scolorato. E se taluno affermasse in contrario, che nell'opinione dell'autore si presuppone, che le lingue non possano coll'andar del tempo far progressi e migliorarsi, si risponderà, che quando una lingua veste una sembianza forestiera, questo cambiamento dee meglio corruzione, che progresso o miglioramento riputarsi. Se poi l'italiana favella si trovi addì nostri in questo caso, gli amatori della medesima lo giudicherann'essi. L'autore crede, sia oggimai tempo di ritirarla verso i suoi principj. Se sarà da quei, che la presente storia leggeranno, giudicato, ch'egli abbia cooperato a quest'opera gentile, ciò recherà ben esso a somma sua ventura.
Si debbe ancora avvertire, che le orazioni da lui poste in bocca agli oratori sono state veramente dai medesimi fatte in quelle stesse occasioni, di cui si tratta nell'Opera. Solo l'autore quello, che fu detto da parecchi, che nella medesima sentenza favellarono, ha fatto dire ad un solo; ed alcuna volta, sebben di rado, usando la facoltà già concessa ad altri Storici, aggiunse del suo alcune poche cose, le quali gli oratori medesimi avrebbero verisimilmente dette. Ciò accadde specialmente nelle due orazioni, l'una posta in bocca di Riccardo Enrico Lee, l'altra di Giovanni Dickinson, dei quali il primo orò in favore della dichiarazione dell'independenza degli Stati Uniti, il secondo mantenne la contraria sentenza.
Finalmente non debb'essere, a chi leggerà, nascosto, che siccome in varj luoghi, e specialmente nelle orazioni, si trovano non di rado predizioni, che col tempo riusciron vere, così queste furono effettualmente dette da quei personaggi stessi, che sono nell'Opera indicati. Ed in questa cosa ebbe l'autore tanto scrupolo, che, acciocchè esse predizioni non paressero come quelle de' poeti, le quali vengono dopo il fatto, volle a parola a parola dai testi, che sono per lo più scritti in lingua inglese, nella italiana favella trasportarle.
Resta, che gl'Italiani con altrettante amorevolezze e cortesia ricevano queste Storie, con quanti amore e desiderio di giovare alla lingua loro furono dall'autore composte.
NOTA DELLE OPERE
Che l'Autore della presente Storia ebbe in sua facoltà per la composizione della medesima.
LIBRI INGLESI
Journals of the house of Lords; Journals of the house of Commons, in-fol. stampati d'ordine delle due Camere. Tutti i volumi dal 1764 sino al 1783.
Authentic accounts of the proceedings of Congress held at New-York, in 1766. Almon, 1767.
Journals of the proceedings of the Congress, 8. Dilly, 1775.
Journals of Congress held at Philadelphia, 8. Almon, 1776.
The Parliamentary Register, etc. Tutti i volumi dal 1766 sino al 1783.
The Annual Register, etc. Tutti i volumi dal 1764 sino al 1783.
Historical anecdotes relative to the american rebellion, un vol. in 8. 1779.
The Remembrancer, or impartial repository of public events. The second edition. London, For. J. Almon, 17 vol. in-8. inclusi i Prior documents.
Letters on the american troubles, translated from french of M. Pinto. 1776.
An impartial history of the war in America between Great Britain, and her colonies from its commencement to the end of the year 1779. 8. For Faulders, 1780.
The history of the civil war in America, comprehending the campaigns of 1775, 1776, and 1777; by an officer of the army, 8., for Sewel, 1781.
A genuine detail of the several engagements, positions, and movements of the royal, and american armies during the years 1775, and 1776 with an accurate account of the blockade of Boston, etc. by William Carter, etc. 4. for Kearlsley, 1785.
An impartial, and authentic narrative of the battle fought on the 17 june, etc. on Bunker's-hill; by John Clarke, 1775.
A history of the campaigns of 1780, and 1781 in the southern provinces of North America; by Lieutenant-colonel Tarleton, etc. Dublin, I vol. in-8., 1787.
Strictures on Lieutenant-colonel Tarleton-s history of the campaigns of 1780, and 1781, etc; by Roderick Mackenzie 8., 1787.
The history of the american revolution; by David Ramsay, M. D. 2 vol. in-8. Philadelphia, 1789.
History of the war with America, France, Spain, and Holland commencing in 1775, and ending in 1783; by John Andrews, 4 vol. in-8. London, for J. Fielding, 1783.
The history of rise, progress, and establishement of the independance of the united States of America, etc. By William Gordon, D. D. London, printed for the author, and sol by Charles Dilly, 1788. 4 vol. in-8.
An historical, geographical, commercial, and philosophical view of the american united States, and of the European settlements in America, and the West-Indies, by W. Winterbotham, 4 vol. in 8. London, 1795.
The life of George Washington, etc; by John Marshall, Chief-justice of the united States, etc. 5 vol. in 8. London, for Richard Philips, 1804, 1805, 1807.
The life of Washington; by David Ramsay, un vol. in 8. New-York, 1807. Printed by Hopkins, and Seymour.
Letters addressed to the army of the united States in the year 1783 with a brief exposition etc.; by Buel. Kingston, state of New-York, 1803.
LIBRI FRANCESI
Révolution d'Amérique; par M. l'abbé Raynal, Londres, 1781.
Lettre adressée à l'abbé Raynal sur les affaires de l'Amérique septentrionale, traduite de l'anglais de M. Thomas Payne, 1783.
Essais historiques et politiques sur les Anglo-Américains; par M. Hilliard d'Auberteuil, 4 vol. in 8. Bruxelles, 1781.
Histoire de l'administration de lord North, et de la guerre de l'Amérique septentrionale jusqu'à la paix en 1783; 2 vol. in-8. Londres et Paris, 1784.
Histoire impartiale des événemens militaires et politiques de la dernière guerre dans les quatre parties du monde, 3 vol. Amsterdam et Paris, chez la veuve Duchesne, 1785.
Constitutions des treize États-Unis d'Amérique, 1 vol. in 8. Philadélphie et Paris, 1783.
Affaires de l'Angleterre et de l'Amérique, 17 vol. in 8. Anvers.
Voyages de M. le Marquis de Chastelux dans l'Amérique septentrionale, pendant les années 1780, 1781 et 1782, 2 vol. in-8. Paris, chez Prault, 1786.
Histoire des troubles de l'Amérique anglaise, etc.; par François Soulès, 4 vol. in-8, Paris, chez Buisson, 1787.
Histoire de la dernière guerre entre la Grande-Bretagne et les États-Unis d'Amérique, la France, l'Espagne et la Hollande, depuis son commencement en 1755 jusqu'à sa fin en 1783. 1 vol. in-4. Paris, chez Brocas, 1787.
Histoire de la revolution d'Amérique par rapport à la Caroline méridionale; par David Ramsay, membre du Congrès américain; traduit de l'anglais, 2 vol. in-8, Londres et Paris, chez Froullé, 1787.
Recherches historiques et politiques sur les États-Unis de l'Amérique septentrionale, etc.; par un citoyen de Virginie, 4 vol. in-8. Colle et Paris, chez Froullé, 1788.
Discussions importantes débattues au Parlement britannique, etc. 4 vol. in-8. Paris, chez Maradan et Perlet, 1790.
Mémoires historiques et pièces authentiques sur M. de La Fayette, etc. 1 vol. in-8. Paris, l'an second de la liberté française.
_A tutte queste opere bisogna aggiungere gran numero di libricciuoli, che a' tempi della rivoluzione d'America si stampavano e si pubblicavano alla giornata, tanto in Inghilterra, quanto in America ed in Francia._
_Finalmente l'Autore ebbe sì buona ventura, che alcuni fra gli attori stessi degli avvenimenti, ch'egli ha descritti, si sono degnati di fargli copia di parecchi manuscritti di grande importanza, alla cortesia de' quali ci rende in questo luogo, siccome dee, con grato animo pubblica e solenne testimonianza._
STORIA DELLA GUERRA AMERICANA.
LIBRO PRIMO
L'America, e specialmente alcune parti di essa state scoperte dall'ingegno, e dall'ardire degl'Italiani, ricevettero in varj tempi, come in luogo d'asilo, gli uomini, i quali le turbazioni politiche, o religiose cacciavano dalle proprie contrade d'Europa; posponendo eglino la dolcezza della patria e dell'aere natio alla sicurezza, che quelle lontane e deserte regioni alle menti loro appresentavano. Quivi esercitandosi con ammirabil arte e costanza, secondo il costume di coloro, cui il fervore delle opinioni sollecita e spinge, domando le fiere, allontanando, o spegnendo gl'insetti malefici o importuni, le nazioni barbare, e feroci, che abitavano quelle nuove terre, contenendo e frenando; seccando le paludi, dirizzando i fiumi, diradando le selve, solcando una verginal terra, e nel suo seno nuovi ed insoliti semi consegnando, prepararono a sè medesimi un clima meno aspro, e meno alla natura umana inimico, più sicure e più comode sedi, cibi più salutiferi con parte di quegli agi ed opportunità, che al vivere civile sono pertinenti. Questa moltitudine di fuorusciti, partitisi principalmente dall'Inghilterra a tempo degli ultimi Stuardi, approdarono a quella parte dell'America settentrionale, la quale si distende dal grado quadragesimo quinto sino al trigesimo secondo di latitudine settentrionale, e fondaronvi le colonie del Nuovo-Hampshire, di Massacciusset, di Connecticut e dell'isola di Rodi, le quali col nome generale di Nuova-Inghilterra si appellarono; e a' tempi d'appresso quelle di Virginia, della Nuova-Jork, di Pensilvania, delle contee della Delavara, della Cesarea, della Marilandia, delle due Caroline, cioè settentrionale e meridionale, e della Giorgia. Nè è da credere, che poichè eglino partivano dal paese, ove erano nati, per andare in istrani luoghi cercando miglior condizione alla vita loro, quello abbandonassero come in termine d'inimici, rompendo ogni vincolo, che al medesimo gli strignesse; che anzi, per lo contrario, oltre i costumi, gli abiti, gli usi e le maniere della comune patria, portarono seco i privilegj dall'autorità reale conceduti, pei quali le leggi loro erano costituite a modo di quelle dell'Inghilterra, più o meno conformi ad un governo libero e largo, ovvero ad un più stretto secondo la natura, o l'autorità del principe che le dava; ed anche secondo la maggiore, o minore autorità che il popolo, per mezzo del Parlamento che lo rappresentava, si trovava a possedere; essendochè in quei tempi di discordie civili e religiose, per le quali il sangue inglese è stato versato a copia, queste cose spesso variarono maravigliosamente; conciossiachè, e ciascuna provincia, o colonia avesse un'assemblea di gente eletta dal popolo, la quale usava in certi limiti l'autorità del Parlamento; ed un governatore, il quale in certi limiti ancora esercitava la potestà del Re, ed agli occhi dei coloni il rappresentava. S'aggiungeva a questo il giudizio, che e' chiamano per Giurì, non solamente nelle materie criminali, ma ancora nelle civili; cosa di grandissima importanza, ed affatto conforme agli ordini giudiziali dell'Inghilterra. Ma in fatto di religione e' godevano eziandio di maggiore larghezza, che nella prima patria stessa, non ritenendo essi la gerarchia, o sia l'ordine delle cose e dignità ecclesiastiche stabilite in Inghilterra; avendo anzi contro la medesima acerbamente combattuto, ed essendo questa contesa la prima e principal cagione stata, che gli aveva a sì lunga e perigliosa peregrinazione inclinati.
Per tanto non è da far maraviglia, se questa generazione d'uomini non solo avessero le menti loro volte a quelle credenze, le quali costituiscono la base ed i principj del governo inglese, ma che non contenti a queste avessero gli animi disposti a volere una maniera di governo più largo, ed una maggior libertà, e fossero di vantaggio presi da quel fervore, che nasce naturalmente nel cuore degli uomini dagli ostacoli, che si oppongono alle opinioni loro politiche, o religiose, e molto più dall'avversa fortuna, ch'eglino per quelle abbiano incontrato. E come quest'ardenza e questa esaltazione di animi esacerbati sarebbesi ella attutita nelle vaste solitudini d'America, dove erano ignote le distrazioni e gli svagamenti d'Europa; dove l'insistere nelle opere di mano continuo render doveva i corpi induriti, ed all'avvenante gli animi ostinati? S'eglino stati erano in Inghilterra avversi alla prerogativa reale, come in ciò sarebbonsi le opinioni loro cangiate nell'America, dove niuno, o pochi vestigj si vedevano della presenza e dello splendore reale? Dove essendo la medesima occupazione comune a tutti, quella di coltivar la terra, doveva di necessità ingenerarsi in tutti una opinione ed un amore di una eguaglianza comune? Eglino incontrarono l'esiglio a' tempi, in cui più ferocemente bolliva nella patria loro la guerra tra il Re ed il popolo, contendendo questo di avere il diritto di resistere alla volontà del principe, quando egli usurpa le sue libertà, ed anche, se l'utilità comune il ricerca, da una testa sopra un'altra la corona reale trasportare. Credeanlo i coloni; e come si sarebbono ricreduti, trovandosi, senza la protezione dell'autorità reale presente, quantunque quasi ancora in istato d'infanzia, o di appena nata società, in quella nuova contrada vita lieta e felice menare? Osservate le leggi, amministrata la giustizia, rispettati i magistrati, rari, od incogniti i delitti, guarentite le persone, la roba, l'onore? Credevano che spetti un diritto inalienabile a qualsivoglia suddito inglese, o sia libero uomo, o franco tenitore, come dicon essi, di non dare la roba sua, se non per proprio consenso; la Camera de' Comuni sola avere il diritto, come rappresentante il popolo inglese, di concedere alla Corona la pecunia di esso; essere le tasse liberi doni del popolo a que' che lo governano; dovere i principi usare l'autorità loro e la pecunia del comune ad uso solo e benefizio di questo. Ora tale diritto averlo i coloni portato seco loro; conciossiachè non possano perdersi per lontananza, o cambiamento di cielo le prerogative inglesi; ed essere i coloni esciti dal regno con consenso e con privilegj dell'autorità sovrana; quest'istesso diritto di non dare la propria pecunia, se non di propria volontà, stato essere in solenne modo riconosciuto dal governo nei diplomi a parecchie colonie concessi; a questo fine essere state instituite in ciascuna colonia le assemblee, o corti; per questo aver le medesime la facoltà d'investigare e sopravvedere l'uso della pubblica pecunia. E come avrebbono i coloni ad un tale diritto rinunziato, eglino, che ritraevano sostentamento alle vite loro dalle terre americane non compre, nè date da altri, ma proprie di loro medesimi, avendole essi i primi occupate, coltivate, e riempite di fecondi ed utili semi? Ogni cosa per lo contrario nell'America inglese riguardava ad una larghezza inusitata di vivere sociale; ogni cosa pareva inclinare, e dar favore alla civile libertà; ogni cosa volgersi alla nazionale independenza. Erano gli Americani, i più, non solo protestanti, ma protestanti contro l'istessa protestanza, e parte di coloro, i quali in Inghilterra chiamano dissenzienti; perciocchè, oltre al non riconoscere, come protestanti, niuna autorità in materia di religione, alle cui decisioni si debba senz'altro esame prestar fede, e perciò essere essi medesimi col solo lume della ragione naturale giudici sufficienti delle credenze religiose, opponendosi alla gerarchia, e condannando non che altro, i nomi delle dignità ecclesiastiche, eransi spogliati del tutto di quella deferenza ed osservanza, che l'uomo ha di natura verso le opinioni di coloro, i quali sono in grado costituiti, e tanto per gli onori, che sono loro usati, quanto per la ricchezza e magnificenza loro ragguardevoli. Essendo pertanto gl'intelletti degli Americani intieramente liberi per questo conto, esercitavano quest'istessa libertà di pensare anche in altri oggetti alla religione non pertinenti, e specialmente nelle materie di governo; alla quale investigazione s'erano, a' tempi del soggiorno loro nella prima patria, grandemente avvezzati. Abbondavano nelle colonie, più che in ogni altra contrada, i legisti, i quali, siccome sono soliti di cavare il sottile dal sottile, sono ordinariamente in un paese governato da un principe assoluto, i più efficaci avvocati della potenza sua; ed in un paese libero i più utili difenditori della libertà. Quindi era nato l'uso fra gli Americani quasi universale di quelle acute disquisizioni, che sono proprie dei teologanti e dei legisti, le quali ingenerano spesso negl'intelletti umani l'ostinazione e l'ambizione nella propria sentenza; e per molto, che e' dicessero in fatto della libertà politica e religiosa, non era mai che paresse loro di averne detto abbastanza. E siccome lo studio delle belle lettere e delle nobili discipline aveva già fatto notabili progressi in America, così condivan'eglino queste disquisizioni con un bel dire; la qual cosa, siccome dall'un canto allettava e lusingava i sostenitori di queste opinioni, dall'altro le rendeva più efficaci, e più addentro le imprimeva nella mente degli uditori. Le massime repubblicane divenivano una dottrina comune; e la memoria dei puritani, e di quelli che, nelle vicende sanguinose dell'Inghilterra, avevano le parti del popolo seguitate, e perciò incontrata la morte, era portata a cielo. Questi erano i padri, questi i martiri loro. Di questi, delle virtù ed imprese, dell'infelice, come che agli occhi proprj de' coloni tanto onorevole fine loro, udivano i figliuoli americani i genitori parlare di continuo. Se il ritratto del Re prima della rivoluzione si osservava per l'ordinario in ogni cosa, non è che non si vedessero ancora vicino ad esso quelli di coloro, i quali a' tempi di Carlo primo la propria vita diedero per difendere ciò ch'e' chiamavano le libertà anglicane. E non si può dire con quanta allegrezza ricevuto abbiano le novelle delle vittorie dei repubblicani in Inghilterra; nè con quanto dolore quelle del ristoramento della monarchia nella persona di Carlo secondo. In tal modo e le inclinazioni loro e le massime erano egualmente contrarie allo stato ed alla chiesa anglicani; e come che modesti ed aggiustati di natura fossero, tutta via mettean fuori spesso di que' motti, i quali manifestavano un odio gravissimo contro gli ordini politici e religiosi della comune madre. Chi voleva il favore popolesco accattare, dovea in questi modi essere indulgente a sè stesso; e per lo contrario gli Anglicani, i quali però erano pochissimi, o chi gli avvocava, ne erano disgraziati. Ma ogni cosa, nella Nuova-Inghilterra principalmente, concorreva a mantener vive le radici di queste propensioni ed opinioni. Pochi libri avevano i coloni; ma questi in mano di tutti, e per lo più trattavano di cose di governo secondo il temporale; ovvero la storia tramandavano delle persecuzioni dai puritani loro antenati sopportate. Quelli perseguitati nella antica patria, per le credenze loro in fatto della chiesa, o dello Stato avere con animosa deliberazione amato meglio abbandonarla, attraversando un mare vastissimo, fuggendo nelle più rimote ed inospitali regioni, a fine di poterle liberamente e pubblicamente professare; per sì generoso disegno avere in non cale posti tutti i piaceri e le delizie di quella gentil terra, dove erano nati ed educati; e quali travagli, quali fatiche quali pericoli non aver eglino incontrati su pe' quei nuovi e selvaggi lidi? Ogni cosa essere loro contraria stata; i corpi non avvezzi ai freddi invernali ed ai calori estivi, gli uni e gli altri smisurati, del cielo americano; scarsi i terreni abitabili; il suolo ritroso; l'aria pestilente; una morte immatura avere i più de' primi stabilitori rapito; e quelli, che alle influenze ed alle miserie sopravvissero, avere avuto a combattere, per assicurare le nascenti sedi, coi nativi, feroce gente ed infiammata di sdegno, siccome quelli che vedevano per la prima volta un popolo straniero, non mai più nè veduto nè udito per lo innanzi, insignorirsi di quelle terre, delle quali erano stati per sì lungo tempo i soli occupatori e signori; avere i coloni colla pazienza e coll'ardire superato a poco a poco tutti questi impedimenti; la qual cosa, se dall'un de' lati procurò ad essi più quiete ed una miglior condizione di vita, dall'altro diede maggior baldanza ed opinione di sè medesimi con una elevazione d'animo non ordinaria. Oltre a ciò, siccome i casi prosperi, od avversi, che una generazione d'uomini abbiano insieme incontrato, e la ricordanza loro legano in singolar modo gli animi di quelli e più gli stringono, ed all'un l'altro affezionano; così gli Americani avevano tra di sè non solo que' vincoli, i quali l'uno coll'altro congiungono gli uomini della medesima nazione per l'identità della lingua, delle leggi, del cielo, dei costumi, ma di più quelli, che derivano da un destino medesimo in quelle rivoluzioni, alle quali un popolo sia stato soggetto; onde offerivano al mondo come quasi un'immagine di quelle congregazioni d'uomini viventi non solamente colle leggi comuni della generale società, in cui e' sono, ma ancora con alcune regole e statuti particolari e proprj, ai quali si sono volontariamente sottoposti. Il che suol dare, oltre ad un'opinione comune, anche uno zelo ed entusiasmo comune.
Non si deve passare sotto silenzio, che anche la condizione della società nelle colonie americane dell'Inghilterra doveva rendere gli abitanti avversi ad ogni specie di superiorità; ed alla libertà inclinati. Là non v'era che una sola classe d'uomini. La mediocrità della condizione loro non invitava i magnati d'Europa a recarsi su quelle spiagge; le ricchezze e gli onori ereditari non vi si conoscevano. Onde nissun vestigio vi rimase della servitù feudale. La qual cosa ha dovuto una generale opinione partorire, essere tutti gli uomini per natura eguali; e difficilmente avrebbero questi abitanti persuaso a sè medesimi, dovere alla munificenza de' principi le terre loro ed i diritti civili. Pochi avevano udito ricordare la magna carta, e quelli, i quali conoscevano la storia di quell'importante periodo delle rivoluzioni inglesi, nel quale quel patto fu fermato, lo riputavano piuttosto un riconoscimento solenne dai Re d'Inghilterra fatto de' diritti del popolo, che una concessione. Siccome riconoscevano dal cielo quella protezione, la quale gli condusse in mezzo a tanti pericoli a quelle terre, dove aveano finalmente un riposo trovato, che nell'antica patria avevano cercato invano, e similmente a quella riferivano le messi dei loro ubertosi campi, unica e vera sorgente delle ricchezze loro; così non dalle concessioni dei Re della Gran-Brettagna, ma dalla bontà, e clemenza infinita del Re del mondo ripetevano ogni diritto; le quali opinioni nelle menti di un popolo, come questo era, religioso e raccolto, dovevano profonde radici, e tenacissime avere.
Per la vastità delle province occupate, e la copia delle vacanti terre ogni colono era, o poteva essere facilmente ad un tratto signore, castaldo, e lavoratore. Vivendo, e dilettandosi nella vita contadina, sotto i proprj occhj, dalle sue proprie terre, e spesso per le sue mani, ei vedeva nascere, crescere, prosperare, e maturarsi tutte le cose al vivere dell'uomo necessarie, e perciò trovavasi fuori di ogni soggezione e dependenza; e la libertà individuale è possente stimolo alla libertà civile. Ognuno poteva cacciare, uccellare, pescare a sua posta senza timore di poter fare ingiuria ad altrui; perciocchè le bandite erano in America ignote. I barchi, ed i serbatoj loro erano foreste senza fine, vasti e frequenti laghi, grandissimi fiumi, ed acque correnti d'ogni maniera con un mare infinito e libero, abbondante sopra ogni altro d'ogni sorta di pescagione. Vivendo sparsi ne' campi uno qua, e l'altro là, crebbe l'amore tra i membri della medesima famiglia; onde scemò in questi la voglia di sbrancarsi, e d'andar di scarriera; la qual cosa è spesso causa di doversi l'uomo mettere agli stipendj altrui, e contrarre abitudini servili.
La più gran parte dei coloni inglesi essendo tenitori, castaldi, e lavoratori di terre, e viventi di continuo nelle masserie, i mercatanti, i meccanici ed i manufattori sommati insieme appena che arrivassero ad un quinto della totalità degli abitanti; ed essendochè i coltivatori delle terre solamente dal cielo dipendono, e dalla propria industria, questi altri per lo contrario debbono più, o meno avvezzarsi ed accostarsi ai modi servili per potersi ai capricci degli avventori accomodare; dimodochè la gran proporzione dei primi sopra i secondi dovette necessariamente produrre in quelle colonie una foggia d'uomini independenti, i quali non essendo soliti a rimanersi, se non se all'incontro di quegli ostacoli, che la natura stessa delle cose tramette, dovevano risentirsi vivamente, e diventare renitenti ad ogni freno dall'autorità umana imposto.
Gli abitanti poi delle colonie erano anche esenti, e quasi fuori dal pericolo di pigliar i bocconi ministeriali, essendo la sede del governo così lontana, ed avendo non che provato, udito di que' zimbelli. Così non v'era là andazzo di corrompere e di esser corrotto; i maestrati erano pochi, e sì poco lucrativi da non poter dare le imbeccate.
Quell'amore verso il Sovrano, e l'antica patria loro, il quale avevano i fuorusciti potuto conservare nella nuova, andò di mano in mano scemando negli animi dei coloni in quella ragione, in cui una generazione succedendo ad un'altra dal primiero stipite loro s'allontanavano; e quando ebbe principio la rivoluzione, della quale ci apparecchiamo a scrivere la storia, gli abitanti delle colonie inglesi erano per la più parte la terza, la quarta, ed anche la quinta generazione da que' primi coloni, che avevano l'Inghilterra lasciato, e si erano nelle nuove regioni dell'America fermati. Ad una tale distanza i sangui più non si affrontano, o trovano poca corrispondenza; e la ricordanza degli antenati meglio viveva nella memoria, che nei cuori dei discendenti.
Il commercio, il quale suole congiungere ed amicare gli uni agli altri gli abitanti di rimotissime contrade, non era ne' primi periodi delle colonie inglesi sì frequente, che potesse l'unione e l'amore vicendevole tra gli abitanti dell'una, e dell'altra Inghilterra mantenere. I più dei coloni non avevano altro udito ricordare dell'Inghilterra, se non se, questa essere un regno lontano, dal quale furono empiamente e crudelmente ributtati gli antenati loro, e via cacciati, perchè andassero a cercar ventura nei deserti e nelle foreste dell'orrida America, solo abitata da uomini selvaggi e feri, o da velenosi ed orribili serpenti.
La lontananza del governo ne scema la forza, o sia perchè gli uomini, non essendo presente lo splendore e la magnificenza del trono, obbediscono alla sola forza di quello, ed a ciò non sono invitati dal rispetto e dall'illusione; o sia perchè gli agenti suoi in lontane contrade posti, nell'esecuzioni delle leggi mettono ordinariamente più del loro arbitrio, e perciò e' danno ai popoli governati maggiore speranza di poter per diverse vie scappar dalla tela. Che si dovrà dunque credere della forza del governo inglese in America, se si considera, che tra l'una e l'altra contrada giace un mare tremila miglia largo, e che dovevano i mesi intieri trascorrere tra un ordine dato, e la esecuzione sua? Aggiungesi, che, fuori dei casi di guerra, gli eserciti stanziali, che pure ad ogni modo costringono i popoli all'obbedienza, erano pochi in Inghilterra, e pochissimi in America; essendo anzi cosa alla legge contraria il mantenervegli: da ciò ne deve risultare di necessità, che siccome gli stromenti di costringere da parte del governo erano deboli, così doveva nascere e crescere ognora più negli animi americani, colla speranza, anche il desiderio di levarsi dal collo il giogo della superiorità inglese.
Tutte queste considerazioni spettano più specialmente alla condizione delle province orientali dell'America inglese. Ma nelle occidentali, essendo le terre molto più fertili, e perciò godendo i coloni di una maggior larghezza di facoltà, dovevano anche poter essere di vantaggio liberi in sulla propria volontà, e meno per le necessità naturali a quella d'altrui obbligati. Nè si potrebbe pensare, ciò avere ammollito, o snervato gli animi loro; che anzi, vivendo eglino continuamente in sui campi, lontani dal lusso e dagli allettamenti delle città, ed essendo in ogni desiderio loro assegnati e modesti, si deve credere, la maggior abbondanza delle cose al vivere umano necessarie conferisse ai corpi loro più vigore, e gli animi rendesse ad ogni soggezione più impazienti.
In queste ancora la schiavitù dei Neri, la quale vi era in uso, quantunque sembri a prima vista strana cosa a dirsi, allettava gli uomini bianchi all'amore della libertà. Avendo questi continuamente sotto gli occhj l'esempio vivo della miserabile condizione dell'uomo ridotto in ischiavitù, dovevano sapere meglio, e più apprezzare la libertà, la quale e' gioivano; questa libertà riputavano, non che un diritto, essere una franchigia ed un privilegio; e siccome quando si tratta dell'interesse proprio e delle passioni loro, gli uomini giudicano alla grossa e cogli occhi della mente abbacinati, impazientemente sopportavano i coloni la superiorità del governo inglese, e le pretensioni sue, siccome quelle, che tendessero a condurli in uno stato prossimo, o simile a quello, al quale gli schiavi loro erano ridotti, detestando eglino in sè stessi ciò, che esercitavano sugli altri.
Gli abitanti delle colonie, specialmente delle orientali, fruivano non solo l'ombra, ma di più la sostanza medesima del governo inglese, ed in questo conto poco mancava, non fossero affatto independenti. Eglino eleggevano i proprj maestrati; eglino gli pagavano, ogni cosa spettante all'amministrazione interiore loro s'apparteneva; e la sola prova della dependenza verso l'antica patria in ciò era, che non potessero far leggi, o statuti contrarj alla lettera, od alla intenzione delle leggi inglesi; che il Re avesse la facoltà del divieto sopra le deliberazioni delle assemblee loro, e che si sottomettessero a quelle regole e restrizioni di commercio, che fossero dal Parlamento giudicate necessarie, ed al bene universale di tutto l'impero conducenti. Del rimanente queste cose erano più vane parole, che altro; perciocchè il Re di rado diede divieto; e da un altro canto e' cansavano destramente quelle regole e restrizioni per il mezzo del traffico di contrabbando. Le assemblee provinciali poi erano molto libere, e forse più del Parlamento stesso dell'Inghilterra, non essendovi là i ministri pronti ad imbeccherare ad ogni dì, ed il calore e zelo democratico non avendovi freno, se non debole o niuno; conciossiachè i governatori, i quali v'intervenivano da parte del Re, non avessero credito da tanto, traendo gli loro stipendj, non dalla corona, ma sì dalla provincia stessa, ed in alcune fossero anche eletti dai suffragi degli abitatori.
L'eccessivo zelo religioso, il quale era ne' coloni, e massimamente negli abitatori della Nuova-Inghilterra, manteneva tra i medesimi i buoni costumi, e la parsimonia, la temperanza e la castità erano virtù frequenti in mezzo a quel popolo. Là non si vedevano le mogli pompose, i mariti randagi, i figliuoli discoli. I ministri di una religione severissima eranvi ed osservati e venerati; perciocchè davano essi stessi l'esempio di quelle virtù, che agli altri predicavano. Là si passava il tempo tra i lavori camperecci, le brigate domestiche, e le preghiere, e grazie indiritte e rendute a quel Dio, il quale, aprendo loro le viscere di una fertile terra, e con gli accidenti di un propizio cielo fecondandola, accumulava sopra di essi tanti beni e tanti tesori.
Se a ciò si aggiunge, che gli abitanti della Nuova-Inghilterra s'incontrarono, dopo superati i primi ostacoli, in una regione generativa e sana, non sarà da maravigliare, la popolazione delle colonie americane essere, nel termine di un secolo, cresciuta in maniera, che pochi e miserabili uomini, i quali l'avversa fortuna aveva spinto a que' lidi estrani, siano diventati in sì breve tempo una grande e potente nazione.
Oltre a questo si deve fare considerazione, che i padri americani andavano esenti del tutto da quella inquietudine, la quale ad ogni dì, ad ogni ora, e quasi ad ogni momento punge e travaglia l'animo dei padri europei intorno al sostentamento e collocamento futuro della prole loro. Laonde l'appetito naturale di generare non trovava, sotto quel cielo, nella strettezza delle facoltà famigliari opposizione alcuna; che anzi la nascita di un figliuolo era non solo un evento prospero al paternale amore; ma sì lo era ancora per l'interesse ed il prò di tutta la famiglia; perciocchè in quella immensità di terre tuttavia incolte non era da dubitare, che il nuovo fanciullo all'età conveniente pervenuto, riducendone a propria coltivazione anche un altro tratto colle mani sue, non procurasse a sè ed ai parenti un nuovo sostentamento; e perciò più erano i figliuoli, e più eziandio erano gli strumenti del bene ed agiatamente vivere di tutta la Casa. Per la qual cosa egli è chiaro, che in quei paesi il cielo, la natura, le istituzioni civili e religiose, e l'interesse medesimo delle famiglie, tutti concorrevano in questo; che avessero a nascervi in copia, da robusti padri, robusti e generosi figliuoli.
E siccome la industria, lo intraprendere, ed il sommo desiderio di convertire ogni cosa in prò sono proprj di coloro, i quali si trovano dagli altri uomini segregati, e solo da sè stessi possono ogni sostentamento aspettare, discendendo anche i coloni da una nazione nota a tutti per suo ardire e per la sua industria nelle cose di commercio, si deve facilmente credere, che all'accrescimento della popolazione si proporzionasse quello del commercio stesso. La qual cosa si può chiaramente argomentare da ciò, che nell'anno 1704 la totalità dell'uscita commerciale dall'Inghilterra, compresevi le merci tratte per alla volta delle sue colonie, era stata di sei milioni cinquecento e novemila lire di sterlini; ma da quell'anno sino al 1772 queste crebbero sì fattamente in popolazione e prosperità, che in quest'ultimo anno trassero da sè sole dall'Inghilterra pel valore di sei milioni ventiduemila cento e trenta due lire di sterlini; che è quanto dire, che nel 1772 le colonie ricavarono da per sè sole dalla comune patria quasi altrettante mercatanzie, quante esse stesse unitamente a tutte le altre parti del mondo sessant'otto anni indietro avevano ricavato.
Tale era lo stato delle colonie inglesi d'America, tali le opinioni e le affezioni di coloro, che le abitavano, essendo già oltre la metà trascorso il decimo ottavo secolo. Potenti di numero e di forze, abbondanti di ricchezze, e d'ogni cosa al vivere umano necessaria, proceduti già molt'oltre nella carriera delle arti utili e delle nobili discipline, andando già mercatando per ogni dove con tutte le nazioni del mondo, non era possibile, non fossero diventati di sè medesimi consapevoli; e che, crescendo appoco appoco il nazionale orgoglio, il giogo della superiorità inglese impazientemente non sopportassero. Ma queste opportunità ed inclinazioni a cose nuove non procedevano a manifesto incendio, e sarebbersi senza nuova esca contenute tuttavia ne' termini, in cui già per sì lungo tempo erano bastate; la quale esca il governo brittanico, durante un secolo, governando con prudenza le cose delle colonie, aveva evitato di somministrare; che anzi quasi con cura paterna allevandole e proteggendole, quando elleno erano ancora deboli, e quasi in istato d'infanzia costituite, e poscia con savie leggi regolando il commercio loro colla comune madre e coll'estere nazioni, le aveva gradatamente alla presente prosperità condotte, e fattele fiorentissime; imperciocchè ne' tempi prossimi alla fondazione delle colonie, l'Inghilterra cogli uomini suoi e colle sue navi, non altrimenti che una buona madre i proprj figliuoli, le difendeva contro gl'impeti delle vicine e barbare popolazioni, e dalle avanie e soprusi delle altre nazioni; concedeva immunità e privilegj a coloro, i quali volessero dall'Europa ridursi in quelle nuove terre; somministrava ai coloni a buonissimo prezzo i drappi, i panni, i feltri, le tele ed ogni maniera d'istromenti necessarj tanto per la propria difesa contro i nemici, quanto per le arti utili in tempo di pace, e specialmente ogni cosa atta e conveniente all'acconcime delle terre, ed ai lavori della agricoltura. Medesimamente i mercatanti inglesi gli accomodavano dei loro grossi capitali, senza dei quali non avrebbero potuto intraprendere opere di gran momento, come quelle di costrur navi di gran portata, seccare vaste paludi, ordinare letti a' fiumi, diboscare le selve, e numerose piantazioni fare, e simili altre imprese di somma considerazione.
In contraccambio di tanti benefizj, e piuttosto come una conseguenza necessaria dell'atto di navigazione, che come una restrizione fiscale e particolare di commercio, l'Inghilterra altro non ricercava dall'America, se non se che questa l'accomodasse di quelle cose che a lei mancavano, e da lei ricevesse quelle che in casa soprabbondavano, e delle quali avessero le colonie difetto. Perciò l'America era obbligata a portare in Inghilterra tutte le derrate, grasce e proventi di qualsivoglia sorta, che le sue terre producono soprabbondevolmente, e delle quali questa aveva bisogno; ed anche tutte le materie gregge, le quali possono alle manifatture servire. Oltre a questo era fatto divieto agli Americani di far procaccio di lavori da ogni altra parte qualsivoglia del mondo fuori dell'Inghilterra, e di non far compra parimente dei proventi delle terre appartenenti ad alcune nazioni europee, colle quali era essa in gelosia e rivalità, se prima questi proventi non erano nei porti inglesi stati introdotti. Questo è stato lo scopo costante, e tale la materia di moltissimi atti del Parlamento perfino dal 1660 sino al 1764, dimodochè un vero monopolio commerciale venne ad ordinarsi a carico delle colonie inglesi, ed in favore della Inghilterra. Della qual cosa però i coloni non se ne tenevano nè offesi, nè gravati; sia perchè ne ricevevano in ristoro tanta protezione dal governo e tante comodità dai particolari, sia perchè, e molto più, egli pareva e riputavasi, che la gravezza, che ne sperimentavano, tenesse luogo delle tasse ed imposizioni, alle quali gli abitanti della Gran-Brettagna andavano soggetti per virtù delle leggi emanate dal Parlamento. In tutto questo tempo le tasse parlamentari non formarono parte del sistema del governo colonario. In fatti in tutte le leggi, le quali alle colonie riguardavano, tutte le parole speciali, che ne' preamboli delle leggi di finanza significano l'imporre gravezze, balzelli, o tasse, a fine di creare una entrata pubblica ad uso del governo, erano studiosamente evitate; e solo si usavano quelle di doni, di concessioni, o di aiuti prestati alla Corona. Ed avvegnadiochè il Parlamento avesse più volte imposte gabelle su di varj oggetti di commercio nelle colonie, queste erano riputate meglio regole e restrizioni di commercio, che sorgenti di pubblica entrata. Così sino all'anno 1764 il negozio delle tasse da imporsi per autorità del Parlamento a fine di creare una rendita al comune si passò sotto silenzio; e l'Inghilterra stette contenta ad esercitare la sua superiorità solamente regolando i generali interessi delle colonie, e facendogli tutti concorrere e rinvergare nella utilità di tutto il regno. Alla quale condizione si sottomettevano gli Americani, se non senza qualche mal cenno, almeno con una filiale obbedienza. Dal che si dimostrò, che quantunque non fossero sottoposti alle tasse parlamentari, davano ciò non ostante buona corrispondenza di sè medesimi, ed utilmente servivano alla prosperità di tutto il dominio inglese.
Non è però, che non siano corsi di quando in quando mali umori tra l'uno e l'altro popolo per le tente fatte dall'un canto a fine di mantenere, ed anche amplificare la superiorità, e dall'altro per progredire verso l'independenza. Un anno dopo la pace di Aquisgrana fu fatta nelle vicinanze del fiume Ojo una concessione di seicentomila acri (un'acre chiamano una sorta di misura agraria usata nell'America settentrionale, delle quali cinque sommate insieme equivalgono a un dipresso a due ectari) delle migliori terre ad alcuni gentiluomini, che esercitavano la mercatura, i quali collegatisi si chiamarono la compagnia dell'Ojo. Della qual cosa avendo avuto sentore il governatore della provincia del Canadà, la quale si teneva allora pei Francesi, venne in apprensione, non avessero gl'Inglesi il pensiero di disturbare il commercio loro con gli Indiani chiamati Tuigtuis, ed interrompere la comunicazione loro tra le due province della Luigiana e del Canadà. Mandò dunque ai governatori della Nuova-Jork e della Pensilvania significando, i mercatanti inglesi aver posto piede sul territorio francese trafficando con gl'Indiani, i quali coi sudditi della Corona di Francia dovevano solo trafficare; e minacciando, gli farebbe pigliare, ovunque trovati gli avesse. Ma questi nonostante continuarono i traffichi loro; onde nel principio dell'anno 1751 alcune bande di Francesi e d'Indiani posero le mani addosso ai mercatanti inglesi. Gl'Indiani, amici all'Inghilterra, alteratisi grandemente all'ingiuria stata fatta ai confederati si assembrarono, e fatta nelle selve una diligente scoperta pigliarono a furia i mercatanti francesi, e gli trasportarono in Pensilvania. E non contenti a questo, i Virginiani mandarono al sig. San-Pietro comandante, pel Re di Francia, di un forte piantato sul fiume Ojo, il maggiore Washington, quell'istesso, il quale imperò poscia agli eserciti americani, commettendogli, gli domandasse ragione di questi atti d'ostilità, e ricercasselo, ritirasse i suoi. Rispose San-Pietro, non potere alle dimande inglesi acconsentire; appartenere la contrada al Re di Francia suo signore; non avere gl'Inglesi nissuna ragione di trafficare su per quei fiumi; e che perciò eseguendo gli ordini datigli avrebbe fatto pigliare, e condurre prigioni nel Canadà tutti quegl'Inglesi, che si attentassero di trafficare per l'Ojo, e sue dependenze.
Questo procedere dei Francesi alterò grandemente i ministri della Gran-Brettagna, i quali non potevano tollerare, che fossero fatti soprusi agli amici e confederati loro. Perciò si risentirono tosto, e scrissero risolutamente in America, dovessesi resistere alle usurpazioni francesi colla forza dell'armi. Le istruzioni pervennero molto per tempo in Virginia. Nacquero quindi le ostilità, e si sparse sangue da ambe le parti.
Il maestrato, il quale nell'Inghilterra tien cura dei negozj appartenenti al commercio ed alle piantazioni, accorgendosi che le colonie divise tra di loro, non potevano se non tardi e male opporsi ai tentativi di una gente audace ed arrisicata, secondata anche da buon numero d'Indiani, raccomandò a ciascuna di esse, facessero un convento generale di deputati, a fine si contraesse una generale lega fra di tutte, e fra queste e gl'Indiani sotto il nome e la protezione di Sua Maestà britannica. Appuntossi, che il convento dei governatori e dei principali di ciascuna delle colonie si facesse in Albania, Terra posta sul fiume del Nort. Questi dopo di avere con doni convenienti assicurati gli animi degl'Indiani delle sei tribù, procedettero alla disamina dei mezzi più opportuni per poter difendere sè e le robe loro dagli assalti degl'inimici. Sopra di che furono di parere, essere del tutto necessaria una lega generale fra tutte le colonie. Le condizioni della lega furono accettate addì 4 di luglio 1754, la somma delle quali importava quanto siegue: «Si supplicasse, a fine d'impetrare dal Parlamento un atto, in virtù del quale venisse a ordinarsi un governo generale in America; che sotto questo governo ciascuna colonia conservasse gli ordini suoi interni, da quei particolari in fuori, nei quali dal medesimo atto fosse qualche cambiamento introdotto; che il governo generale fosse amministrato da un presidente generale da eleggersi e stipendiarsi dalla Corona, e da un Gran Consiglio da eleggersi dai rappresentanti del popolo delle colonie; il presidente generale avesse il divieto sopra gli atti del Gran Consiglio, e fosse suo uffizio di mettergli ad effetto; il medesimo, col parere del Gran Consiglio, avesse autorità di concludere ed eseguire tutti que' trattati cogli Indiani, nei quali tutte le colonie avessero un interesse comune, come ancora di concludere la pace, o di dichiarare la guerra alle nazioni indiane; ancora fosse autorizzato a far provvisioni per regolare ogni traffico con quelle; potesse dagl'Indiani comprare, e ciò per la Corona, terre situate fuori del territorio delle particolari colonie; avesse facoltà di fondare nuove colonie sulle terre acquistate; e potesse far leggi per regolare e governare queste nuove colonie; potesse far leve e stipendiare soldati, construrre fortezze, allestir naviglj per la custodia delle coste, e per la protezione del commercio; ancora, ed a questi fini avesse facoltà di far provvisioni per imporre tali generali dazj, balzelli, o tasse, che più credesse convenienti; eleggesse un tesoriere generale, ed anche un particolare in ciascheduna colonia, ove ne fosse d'uopo; il presidente generale avesse la facoltà di eleggere gli uffiziali di terra e di mare, ed il Gran Consiglio avesse la facoltà di nominare gli uffiziali civili; nel rimanente le leggi che facessero, non solo non potessero essere contrarie, ma di più dovessero essere consentanee alle leggi inglesi, e da trasmettersi al Re per l'approvazione». Questi furono i modelli del governo a venire proposti dalle colonie, i quali furono inviati in Inghilterra per l'approvazione; della qual cosa gli Americani avevano grande speranza; perciocchè le cose già si volgevano a manifesta guerra colla Francia; ed affermavano bastar loro la vista, se la lega era approvata, di difendersi da sè stessi dalle armi francesi, senz'altro ajuto dalla parte dell'Inghilterra.
Nissuno non vede, quanto un sì fatto ordine pubblico avrebbe attenuato l'autorità del governo inglese, ed avvicinati i coloni ad una totale independenza; imperciocchè per quello venivano a conseguire, e ad avere in mezzo di loro medesimi un governo, il quale in fatto avrebbe esercitata tutta l'autorità e tutti i diritti, che spettano alla sovranità, quantunque in nome paresse dipendere tuttavia dal governo patrio. Ma questo disegno non sapeva del buono al governo inglese, il quale s'era stranamente ingelosito, che la lega di cui si trattava, non somministrasse la opportunità, ed un fondamento notabile ad accordo di macchinazioni in America, che tendessero a' danni della sovranità sua. Perciò mal grado del pericolo imminente di una guerra esterna contro di un nemico poderoso d'uomini e d'armi, gli articoli della confederazione non furono approvati.
Ma i ministri d'Inghilterra non trasandarono questa occasione per ampliare, se avessero potuto, l'autorità del governo in America, e massimamente quella d'imporre le tasse; cosa più di tutte desiderata al di qua, e detestata al di là dell'Oceano. E perciò in luogo del modello americano ne immaginarono un altro, e lo mandarono ai governatori delle colonie, acciò alle assemblee colonarie lo proponessero; «che i governatori di tutte le colonie, accompagnati da uno, o due membri dei Consiglj, convenissero insieme per accordare tra di loro quelle cose, che alla difesa comune fossero necessarie; per construr fortezze; per far leve di soldati con facoltà di trarre sopra il tesoro britannico per quelle somme che fosser di bisogno; e si rimborsasse il tesoro per mezzo di una tassa da porsi sulle colonie per via di un atto del Parlamento». A qual fine mirasse questo trovato ministeriale non è difficile a vedersi, se si considera, che per lo più i governatori ed i membri del Consiglio erano eletti dal Re; onde il tentativo non ebbe successo in America, ed i motivi furono acconciamente dedotti in una lettera del dottor Beniamino Franklin, scritta al governatore Shirley, il quale gli aveva il modello dei ministri inviato. In quella s'incominciarono a scorgere i semi della discordia, che poco poi nacque[1].
La Corte generale di Massacciusset scrisse al suo agente in Londra di opporsi ad ogni cosa, la quale avesse la mira a por balzelli nelle colonie per un uso pubblico qualsivoglia, o per sovvenimento del governo. Per lo contrario, i governatori, e particolarmente il Shirley, mandavano continuamente dicendo, ciò essere e giusto a pretendersi, e possibile a farsi, ed utile ad eseguirsi.
Queste sospizioni e questa gelosia, che ingombravano le menti americane, originate dal timore di una tassa parlamentare, incontravano nelle medesime buona corrispondenza per certe ruggini antiche, che vi rimanevano cagionate da alcune provvisioni del Parlamento, le quali, abbenchè non avessero tendenza a por tasse, o balzelli, ristringevano però molto il commercio interno delle colonie, o impedivano le manifatture, od in qualsivoglia modo andavano a ferire l'amore proprio degli Americani, come se eglino non fossero uomini da tanto, quanto gl'Inglesi; ovvero come se questi, tarpando l'ali agl'ingegni americani, volessero in uno stato inferiore e di minore stima mantenergli. Tale si era la provvisione, la quale portava divieto di tagliare gli alberi da pece e da ragia, i quali non fossero in chiudenda compresi; e quell'altra, che proibiva il trasportare fuori delle colonie, ed anche dall'una nell'altra introdurre i cappelli fatti in quelle, e le lane ivi lavorate, e vietava ai cappellai di non avere ad un tempo più di due novizj, o sia apprendenti. Ancora quell'altra vinta per facilitare la riscossione dei debiti nelle colonie, la quale ordinava, le case, le terre, i Neri, ed altri effetti reali dover sodare il pagamento dei debiti. Quella finalmente, la quale fu vinta nell'anno 1733 per istanze fatte dagli abitanti delle colonie, dove si coltiva lo zucchero, per la quale si vietava, che dalle colonie olandesi e francesi non si trasportassero, se non se mediante un grave dazio, dentro le colonie inglesi settentrionali il rum, lo zucchero, e le mielate. A queste si debb'aggiugnere un'altra provvisione del Parlamento vinta nell'anno 1750, per la quale si ordinò, che facendo tempo dal dì 24 giugno del medesimo anno, non potessero nelle colonie americane eseguirsi certi lavori di ferro; e non fosse lecito il fabbricarvi l'acciajo; e quella, per la quale si regolarono e restrinsero i biglietti di credito verso i governi della Nuova-Inghilterra, e si dichiarò, non potere essi avere forza di moneta nel pagamento dei debiti, affinchè i creditori inglesi non fossero dannificati per essere obbligati a ricevere, in luogo di moneta, una carta, la quale scapitava. Questa provvisione, comechè giusta, gli Americani ricevettero di mal animo, siccome quella, che tendeva a screditare i loro biglietti. Di qui nacquero i primi sdegni negli Americani, ed i primi sospetti negl'Inglesi.
Da un'altra parte si discorreva in Inghilterra, che se i coloni per le restrizioni commerciali poste dal governo, per le quali veniva grandemente a vantaggiarsi la comune patria, non pretendessero più oltre che questo, che nell'imposizione delle tasse, avessero ad essere con molta dolcezza ed equità trattati, sarebbe ella cosa giusta e ragionevole riputata; ma richiamarsi da ogni specie di ulteriore ajuto verso la patria europea, ciò non potersi in niuna maniera comportare; l'Inghilterra, riserbando a sè stessa il commercio delle sue colonie, avere adoperato come tutte le moderne nazioni hanno adoperato da molto tempo; aver ella imitato l'esempio degli Spagnuoli e dei Portoghesi; ma questo ancora aver fatto con una moderazione, che i governi di queste nazioni non hanno conosciuto. Fondando queste lontane colonie, l'Inghilterra averle fatte partecipi di tutti que' diritti e privilegj, che i sudditi stessi inglesi gioiscono nella patria loro; lasciandole al tutto governare a sè stesse, e tali leggi promulgare, le quali la saviezza e la prudenza delle proprie assemblee avrebbero credute necessarie. E brevemente essa aver conceduta alle colonie la più ampia facoltà di provvedere a sè stesse, e procurare gli rispettivi interessi, solo salvando per sè il benefizio del commercio loro, e la congiunzione politica sotto il medesimo sovrano. Le colonie francesi ed olandesi, e soprattutto le portoghesi e spagnuole non isperimentare a gran pezza tanta indulgenza. E veramente le colonie inglesi, non ostanti quelle restrizioni di cui esse fanno querele, avere in commercio ed in proprietà loro un immenso capitale; imperciocchè oltre i ricchi carichi dei proventi delle terre loro levati dalle navi inglesi, le quali vanno per que' porti trafficando, avere i coloni proprj navilj, i quali portano con incredibile prò in gran copia le derrate e merci loro, non solo ai porti della metropoli, ma ancora (per l'indulgenza e tolleranza maternale di questa) a quelli di alcune altre parti del mondo, e riportano a casa le merci e comodità europee. Quindi procedere, esser nelle colonie inglesi insoliti, anzi inuditi quegli enormi prezzi, ai quali si vendono le mercatanzie europee in quelle della Spagna e del Portogallo; che anzi nelle prime, molte vendersi allo stesso, ed alcune anche a più infimo prezzo, che nell'Inghilterra medesima. Queste cose non vedersi nelle colonie portoghesi e spagnuole e poche nelle francesi; le restrizioni poste dall'Inghilterra sul commercio americano riguardare piuttosto ad una giusta e prudente distribuzione del medesimo verso tutte le parti de' suoi vasti dominj, acciocchè tutte egualmente ne potessero diventar partecipi, che ad una vera proibizione; e se i sudditi inglesi sono liberi di andar trafficando per tutte le parti del mondo, la medesima facoltà essere concessa ai sudditi americani per molti capi, se si eccettuano però le parti settentrionali dell'Europa, e le Indie orientali. In Portogallo, in Ispagna, in Italia, pel Mediterraneo, sulle coste dell'Africa, in tutto l'emisfero americano le navi delle colonie inglesi potere liberamente esercitare il commercio; savie, e bene considerate essere le leggi inglesi per dar favore a questa sorta di commercio, siccome quelle che hanno in mira di far levare più mercatanzie dai porti americani, e ad abilitare i coloni a diboscare e coltivare le terre per la vendita certa di una grandissima quantità di legni da fabbricar navi, de' quali abbondano le foreste loro. Esser vero, molte cose non poter recare i coloni a nissun altro luogo, che ne' porti d'Inghilterra; ma in ciò doversi far considerazione, le terre americane per la natura e vastità loro dovere occupare assai, e gli animi e i corpi degli abitanti, senza che e' sia richiesto, che vadino a cercar civanza altrove, a modo degli abitanti di altre contrade già con ogni studio coltivate. E se l'Inghilterra riserbava a sè stessa il commercio esclusivo di certe mercatanzie, ciò che importare, o come nuocere agli Americani? Queste mercatanzie essendo per lo più di quelle concernenti la delicatezza del vivere civile, in quale contrada, o presso a qual gente potranno eglino procacciarsele più perfette, ed a sì umil prezzo, che nell'Inghilterra? L'amorevolezza, e la liberalità del governo inglese verso le sue colonie essersi tant'oltre distese, che egli non solo s'astenne dal porre gabelle sulle proprie manifatture, che avessero nei porti di quelle a trasportarsi, ma per anche levò via del tutto quelle, dalle quali erano gravate le mercatanzie forestiere, quando dall'Inghilterra fossero ai porti americani indiritte, dimodochè le medesime rinviliarono sì fattamente in alcune delle colonie, che a più umil prezzo vi si vendettero, che in alcune contrade d'Europa. Nè si deve pretermettere, la libertà la più intiera di traffico essere permessa per gli scambj opportuni delle mercatanzie tra l'America settentrionale e le isole delle Indie occidentali inglesi, dalla qual cosa ritrarre i coloni un grandissimo utile. In fatti, mal grado le varie restrizioni poste sopra il commercio dei coloni non ne rimaner forse a bastanza per rendere quel popolo ricco, fiorente e avventuroso? La prosperità loro non esser forse nota, nè non fare invidia a tutto il mondo? Certo se l'uomo vive in qualche parte di quaggiù beata e felice vita, questo specialmente e fuori d'ogni dubitazione nell'America inglese aver luogo. Non esser questa una prova irrefragabile, non un esempio vivo del paternale amore dell'Inghilterra verso le colonie sue? Pareggino gli Americani la condizione loro con quella dei coloni forestieri, e confessino non senza riconoscenza verso la comune madre e la propria felicità, e la vanità delle querele loro.